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Ma si può davvero andare in UK ad acquistare una Seven usata, portarla in Italia, e riuscire a targarla senza troppe complicazioni? Quanto è difficile la procedura di immatricolazione Italiana? Come devo fare per uscire vivo dal girone infernale della burocrazia? Quali sono i principali ostacoli che dovrò superare?

 

Queste sono solo alcune delle domande che si pone chi si appresta ad acquistare una Seven dopo avere visto le marcate differenze di prezzo tra il mercato italiano e quello inglese, ed alle quali cercheremo di dare una risposta in questo articolo.

Iniziamo con l’andare a vedere quali documenti richiederà la motorizzazione per avviare la pratica di nazionalizzazione della nostra Seven.

La materia è disciplinata principalmente dalla circolare n. 104/83 e successive modifiche ed integrazioni dalle quali possiamo vedere che servono i seguenti documenti:

  • V5C Registration Certificate in originale. In sostituzione può essere presentato il V561 Certificate of Permanent Export in originale.
  • MOT Test Certificate in corso di validità in originale autenticato dall’autorità competente (solo per i veicoli sottoposti a revisione).
  • Scheda tecnica, autenticata dall’autorità competente, rilasciata per telaio con indicazione delle direttive CEE relative alle emissioni di gas, frenatura , sterzo, cinture di sicurezza, ecc…
  • Fotocopia della fattura (e sua esibizione in originale) per veicoli acquistati da un commerciante straniero o copia del trasferimento di proprietà per i veicoli acquistati da un privato.
  • Dichiarazione della percorrenza del veicolo alla data dell’acquisto (se l’auto ha meno di 6mesi o 6mila km vi tocca pagare l’iva)
  • Domanda redatta su modello denominato DTT2119
  • Fotocopia di un documento di riconoscimento in corso di validità
  • Attestazione del versamento di € 9,00 sul c/c 9001
  • Attestazione del versamento di € 29,24 sul c/c 4028
  • Attestazione del versamento sul c/c 121012 (utilizzare esclusivamente il bollettino prestampato in distribuzione presso gli Uffici) di € 39,12 per la targa di un autoveicolo

Potrebbero inoltre venirvi richiesti:

  • Copia fotostatica del Certificato di Conformità
  • Attestazione del Codice OE
  • Dichiarazione della casa costruttrice ove si attesta che l’auto è stata costruita in fabbrica
  • Qualsiasi altro timbro o pezzo di carta riterranno necessario

Andando ad analizzare ora in dettaglio la documentazione richiesta:

Il V5C è la carta di circolazione inglese e deve essere intestata a vostro nome. Il V561 invece è il certificato di esportazione permanente ed anch’esso deve ovviamente essere intestato a vostro nome.

Il MOT è il certificato di revisione inglese, ed ha durata di 12 mesi dall’ultima revisione.

Consigliamo vivamente al momento dell’acquisto in Inghilterra di sottoporre l’auto al collaudo di revisione inglese in modo da avere un MOT nuovo con durata residua di 12 mesi poiché se per i motivi più disparati (documenti od autentiche mancanti od errati giusto per fare un esempio) non riusciste a presentare la formale richiesta di immatricolazione prima della scadenza del MOT vi ritrovereste costretti a rispedire l’auto in Inghilterra per rifare il collaudo.

Il MOT deve essere autenticato dall’autorità competente. Purtroppo questa autorità competente varia a seconda di chi vaglierà la vostra pratica di nazionalizzazione. Potrebbero richiedere l’autentica da parte del DVLA, del VOSA, del nostro Consolato a Londra, ecc… Andate a parlare con l’ingegnere che vaglierà la vostra pratica per sapere da chi vuole che venga autenticato il MOT.

La scheda tecnica è un documento rilasciato solitamente dalla casa costruttrice del veicolo (la motorizzazione inglese purtroppo non dispone dei dati necessari a rilasciarla), identifica il veicolo tramite il numero di telaio, contiene tutti i dati tecnici del veicolo (basandosi sullo schema dell’allegato 1 della 98/14CEE) e l’elenco delle direttive comunitarie da esso rispettate. Assicuratevi che essa riporti tutti i dati e tutte le direttive che l’ingegnere che vaglierà la vostra pratica vuole vederci riportati. Un dato od una direttiva mancanti possono portare alla bocciatura della pratica.

La scheda tecnica dovrà essere autenticata dall’autorità competente. Purtroppo come per il MOT questa autorità competente varia a seconda dell’umore di chi vaglierà la vostra pratica di nazionalizzazione. Andate a parlare con l’ingegnere che vaglierà la vostra pratica per sapere da chi vuole che venga autenticata la scheda tecnica.

L’attestazione del codice OE viene rilasciata dal rappresentante in Italia del costruttore. Il codice OE rappresenta il codice meccanografico con il quale vengono memorizzati nel sistema informativo del dipartimento dei trasporti terrestri i dati tecnici di omologazione occorrenti per l’emissione della carta di circolazione.

La fattura d’acquisto non penso richieda particolari spiegazioni. Nel caso invece di scrittura privata la motorizzazione potrebbe richiedere che il passaggio di proprietà sia autenticato da uno dei nostri uffici consolari.

Tutti i documenti dovranno essere tradotti in lingua italiana secondo le modalità di cui all’art. 33, comma 3, del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 il quale prescrive che agli atti e ai documenti formati all’estero deve essere allegata una traduzione in lingua italiana certificata conforme al testo straniero dalla competente rappresentanza diplomatica o consolare, ovvero da un traduttore ufficiale.

Contestualmente all’immatricolazione sarà necessario effettuare l’iscrizione al PRA, ma non entriamo nei dettagli essendo la pratica relativamente semplice ed indolore. Si tratta giusto di farsi svuotare il portafogli per pagare l’imposta provinciale di trascrizione, il notaio per l’atto di intestazione, le imposte di bollo, ed i diritti e gli emolumenti del PRA.

Ora che abbiamo chiarito quali sono i documenti richiesti dalla nostra motorizzazione andiamo ad analizzare alcuni dei principali problemi che si rischia di incontrare nella nazionalizzazione dell’auto e che qualora non si riuscisse a risolvere porterebbero alla bocciatura della nostra pratica di nazionalizzazione ed all’impossibilità di ottenere le targhe italiane.

 

  • Mancata corrispondenza tra i dati riportati sui documenti e le caratteristiche del veicolo. Capita ed è capitato che ad esempio un’auto con cilindrata di 1588cc avesse riportata sul libretto inglese una cilindrata di 1600cc, o che il numero di telaio di un’auto non corrispondesse a quello riportato sul libretto (o su altro documento) per una I al posto di un 1, una S al posto di un 5, ecc…
  • Impossibilità di ottenere la scheda tecnica. La casa costruttrice non è tenuta a rilasciarla, e spesso e volentieri si rifiuta di farlo: a volte per via di politiche commerciali atte a proteggere i loro concessionari europei, altre volte per motivi strettamente pratici dovuti al fatto che l’auto non è stata costruita in fabbrica o non sono a conoscenza delle caratteristiche tecniche del veicolo. Il fatto che l’auto sia una factory built è condizione spesso necessaria, ma mai sufficiente, all’ottenimento della scheda tecnica.
  •  Impossibilità di ottenere le autentiche richieste. In più di una occasione ci sono stati ingegneri che volevano che un determinato documento venisse autenticato da una determinata autorità inglese, ma quest’ultima si rifiutava di autenticarlo sostenendo che non fosse loro competenza. In tal caso possiamo solo augurarvi che il superiore del vostro ingegnere sia una persona ragionevole e non un burocrate senza anima.
  • Mancanza sulla documentazione inglese di alcuni dati richiesti dalla motorizzazione. Potrebbero ad esempio impuntarsi sulla mancanza sulla scheda tecnica di una direttiva, di un dato relativo all’impianto frenante, o di una qualunque altra cosa.
  • Mancata corrispondenza tra le direttive CEE in vigore in Italia nell’anno di immatricolazione del veicolo, e direttive CEE rispettate dal veicolo stesso.
  • Ingegnere che vaglia la vostra pratica che il giorno prima ha litigato con la moglie.
  • Eccetera, eccetera, eccetera…

 

È sufficiente che si verifichi anche uno solo dei problemi elencati qui sopra per ritrovarsi a non poter immatricolare l’auto in Italia ed essere quindi costretti a rispedirla in Inghilterra per rivenderla con una conseguente forte perdita economica.

Consigliamo quindi di procurarsi tutta la documentazione necessaria, corretta, completa, corredata di tutte le autentiche, e con questa richiedere in via ufficiosa alla motorizzazione un parere preliminare riguardo all’immatricolazione italiana prima di acquistare l’auto.

Questo articolo è stato scritto raccogliendo le esperienze di diversi appassionati che hanno provato, a volte con successo, altre fallendo miseramente, ad acquistare una Seven in Inghilterra ed immatricolarla in Italia. Non fornisce informazioni accurate od aggiornate sugli adempimenti necessari ad immatricolare un’auto inglese in Italia per le quali è sempre necessario rivolgersi agli uffici della motorizzazione civile, ma vuole solamente aiutare l’appassionato a comprendere la complessità ed i numerosi rischi insiti in un simile acquisto affinché egli eviti di commettere costosi passi falsi.

Dati i forti costi che tra ricerca ed acquisto dell’auto, ottenimento della documentazione inglese necessaria alla nazionalizzazione italiana e relative autentiche, spedizione dell’auto in Italia, sua immatricolazione, tasse ed imposte varie, iscrizione al PRA, ecc… ammontano a svariate migliaia di euro erodendo fortemente la convenienza economica dell’acquisto all’estero; dato il non trascurabile rischio di non riuscire ad immatricolare l’auto in Italia; e data l’enorme quantità di tempo e pazienza necessari qualora invece ci riusciste; a meno con non vogliate a tutti i costi un modello particolare che in Italia non si trova, vi consigliamo vivamente di rivolgere la vostra attenzione al nostro mercato nazionale. Per l’acquisto di una Seven nuova sia la Westfield sia la Caterham hanno entrambe dei concessionari ufficiali in Italia, mentre per l’acquisto di un usato potrete trovare diverse offerte su siti specializzati come autoscout oppure nel nostro mercatino.