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ViaggioDellaSperanza1Il diario di viaggio di un appassionato che partito alla volta dell’Inghilterra per ritirare la sua seven, vede il sogno andare in frantumi con la rottura del motore che lo lascia a piedi lungo la via del ritorno nel mezzo della Francia.

Dopo una notte passata a Slimbrdge arrivo dal concessionario la mattina di buon’ora. Lei, una seducente xflow supersprint del '90, è li in tutto il suo splendore con quel suo magnifico manto azzurro. Telaio e carrozzeria sono praticamente perfetti, anche il motore sembra essere in buone condizioni.

Provo ad accenderlo, parte al primo colpo, tiene molto bene il minimo, do un po' di gas ed una musica soave risuona nell'aria. Sono estasiato.

Dopo un breve giro con Jon (il venditore) alla guida arriva il mio turno. Che emozione. Il motore e' una meraviglia, ha un sound da orgasmo e spinge come un dannato sin dai bassi regimi. Ha un funzionamento regolare ed un'erogazione dolce e progressiva, viaggia come un orologio svizzero, quasi non riesco a credere che il motore di un auto così vecchia possa andare così bene. La prendo. Dopo avere firmato un po' di scartoffie mi metto in viaggio verso Milano. L'auto è piacevolissima da guidare, tutti i comandi sono talmente diretti e precisi che sento l'auto come un estensione del mio corpo. Lo sterzo è fantastico, preciso e diretto, basta accennare un movinento che l'auto segue subito senza ritardo: non c’è qasi bisogno di muovere il volante per far sterzare la vettura, è incredibile, basta pensare di sterzare e quasi per magia l'auto cambia direzione.

L'auto è molto faticosa da guidare, l'assetto è talmente rigido che ad ogni minima imperfezione del manto stradale mi ritrovo a rimbalzare sul sedile. Sulle giunte di ponti e cavalcavia bisogna tenere saldamente il volante per mantenere l'auto dritta. L'intensitá delle vibrazioni è incredibile, peggio che su di un kart. Nonostante i tappi nelle orecchie, il rumore del vento e del motore sono quasi assordanti: a 130 all’ora il motore viaggia intorno ai 5000 giri, ma a quella velocita' il rumore del vento è talmente forte da coprire quasi interamente l’urlo del 4 cilindri. Il viaggio in autostrada non è certo comfortevole, qualsiasi persona sana di mente prefrirebbe spararsi un colpo in testa piuttosto che doversi fare 800 miglia a bordo di un'auto simile; pero' io ne sono innamorato, guidarla è davvero un'esperienza fantastica ed è da quando sono partito che ho un sorriso ebete dipinto sul volto.

Dopo circa 140 miglia mi fermo a fare benzina dalle parti di Londra. Merda l'auto non riparte: il motorino di avviamento è bloccato. Mi sento al telefono con Jon che mi dice di portare la macchina alla RatRace, officina specializzata nella preparazione di Caterham da gara. Hanno in officina un numero incredibile di Seven da gara, inclusa una Lotus serie due originale, e sui muri sono appese decine di trofei. In poco piu' di mezzora mi cambiano, in garanzia, il motorino di avviamento e posso ripartire verso Milano. Anche se un po' rammaricato per il fatto che l'auto si sia rotta dopo meno di 150 miglia mi rimetto in viaggio con il cuore in pace dicendomi che certi inconvenienti possono sempre capitare.

Arrivo a Folkestone al terminal dell’eurotunnel in serata, e dopo essermi fermato a riposare una mezzoretta nella lounge, prendo il treno per Calais dove mi fermo a dormire.

Fortunatamente trovo un albergo appena uscito dall’eurotunnel, parcheggio la macchina, metto il tonneau e mi avvio verso la reception. Faccio dieci metri e mi accorgo che a causa del forte vento le portiere sbattono contro la carrozzeria. Preoccupato che ciò possa rovinare la vernice stacco le portiere e decido di portarle con me in camera. La gente mi guarda in modo strano quando mi vede arrivare alla reception con due portiere sotto braccio, però io non riesco a capire come mai mi guardano come fossi pazzo, in fondo è perfettamente normale entrare in un albergo portandosi dietro le portiere della propria macchina, o no? Sono nervoso, è la prima volta che mi tocca lasciare la mia Seven incustodita all’aria aperta, cmq ho chiesto di avere una camera con vista sul parcheggio, ed il potere vedere la mia auto dalla finestra un po’ mi tranquillizza. Dopo poco più di mezzora dal mio arrivo in albergo scoppia un forte temporale, non riesco a dormire, sono terrorizzato dal pensiero che la mia amata sia tutta sola sotto la tempesta.

Si riparte, nonostante il temporale della notte c’è un sole stupendo. Quasi non riesco a credere che mi sia andata così bene: nonostante le previsioni del tempo davano pioggia per tutto il viaggio ho solo preso qualche goccia quando ero in Inghilterra. Rimonto le portiere, carico la mia borsa e tolgo il tonneau e mi accorgo che non tiene l’acqua ed ho l’abitacolo completamente allagato. Dopo qualche bestemmia di troppo il sedile torna asciutto ed io posso finalmente ripartire verso Milano dove arriverò in serata.

Poco dopo Mulhouse, ad una trentina di km da Basilea, accosto sulla corsia di emergenza e mi fermo per controllare la cartina. Mi si spegne il motore, cerco di ripartire ma mi accorgo che il motore non tiene più il minimo. Chiamo Jon, gli spiego il problema, e gli chiedo cosa devo fare. Mi dice che devo regolare la vite del minimo, pero’ sui carburatori ci saranno almeno una ventina di viti e ci troviamo entrambi d’accordo che difficilmente mi può spiegare via telefono come fare a trovare e poi regolare correttamente la vita del minimo. Riparto facendo attenzione a non fare scendere di giri il motore, ma sotto i 4000 il motore ha perso la sua fluidità. Comunque mi dico che è solo un problema con la regolazione di una vite e non mi preoccupo più di tanto. Dopo pochi minuti raggiungo la dogana svizzera, documenti, vignette per l’autostrada e con mia grande sorpresa il motore non si spegne, tiene il minimo e resta acceso. Non ho neanche il tempo di rallegrarmi di ciò che vedo del fumo uscire dal cofano. Raggiungo il parcheggio a 10 metri dalla dogana, e mi fermo a controllare, l’auto sembra a posto anche se c’è un po’ troppo olio che copre il motore, la cosa mi preoccupa un po’, ma tra il fatto che un po’ tutti mi hanno detto che quei motori cacciano fuori olio da tutte le parti, e che sono ormai a Basilea, a pochi km da Milano decido di continuare lo stesso.

L’auto non riparte, premo il bottone di avviamento e il motore si accende per spegnersi un istante dopo. Un paio di anime pie mi spingono e riusciamo ad avviare il motore. Il motore va da schifo, l’erogazione è praticamente a scatti: una rapida alternanza di accelerazioni brusche e freno motore. Faccio 50 metri ed al primo semaforo l’auto mi si spegne di nuovo. Panico. Sono in Svizzera con l’auto guasta, e poichè la copertura dell’aci è valida solo nei paesi della UE, in caso di bisogno il carro attrezzi non mi verrebbe a prendere. Con un'altra partenza a spinta il motore si riavvia, faccio inversione e punto verso la Francia dove potrò farmi venire a prendere dall’aci. Il motore si spegne dopo appena una decina di secondi, però ho già fatto inversione e la strada verso la Francia fortunatamente è tutta in discesa. Entro in territorio francese fermandomi mezzo metro dopo avere passato la dogana e cerco di chiamare l’aci.

Per farla breve:

Chiamo l’aci, mezzora in attesa dal cellulare in roaming, dopo un paio d’ore mi vengono a prendere. L'officina dove mi portano e' chiusa quindi non si puo' fare nulla, se ne riparlerà il mattino successivo.

L'officina si rifiuta di provare a riparare la macchina, altra mezzora al telefono con l'aci, dicono che mi richiamano non appena trovano un officina disposta a mettere mano alla macchina.

Li avevo chiamati alle 9, sono ormai le 11. Mi metto a cercare un officina che possa riparare la macchina. Li richiamo verso le 11.45 chiedendo che vengano a prendere la macchina e la portino all'officina Dillmann, dove sembra ci sia un meccanico capace di sistemare i carburatori.

Alle 2 arriva finalmente il carroattrezzi che mi porta all'altra officina. Il meccanico in una decina di minuti regola un paio di viti sui carburatori e l'auto riprende a funzionare.

C'è molto fumo che proviene dal motore che sputa fuori olio da tutte le parti ed ne è interamente coperto. Del fumo blu esce dallo scarico. In quel quarto d'ora in cui il meccanico è rimasto a smanettare sui carburatori il motore ha consumato quasi un litro d'olio.

Il meccanico dice che i pistoni sono danneggiati, è necessario sostituirli, ma non esclude la possibilità che vi siano danni anche ad altre parti del motore. Non sarà possibile saperlo prima di avere aperto ed ispezionato il motore. Anche se il motore un po' funziona, mi sconsiglia fortemente di proseguire il viaggio per non rischiare di danneggiare ulteriormente il propulsore. Chiamo l'aci per chiedere il rimpatrio del veicolo.

Ciò accadeva alle tre di mercoledì. Alle 5 quando li richiamo per avere notizie sul rimpatrio mi dicono che l'officina deve faxargli una certificazione dell'entità del danno in cui indichino il numero di ore di manodopera necessarie alla riparazione (avrebbero potuto dirmelo quando li ho chiamati la prima volta alle 3, che almeno risparmiavamo un po' di tempo)

Passo un'altra notte in albergo a Mulhouse, in attesa di ricevere notizie dall'aci. Il mattino seguente mi richiamano dicendomi che devo compilare un paio di moduli per chiedere formalmente il rimpatrio del veicolo e mandarglieli via fax (ma non potevano dirmelo il giorno prima?).

Ormai sono quasi le 12 di giovedì, l'auto e' ferma all'officina, l'aci non si e' fatta sentire, ancora non so se la verranno a prendere. Quì in Francia non ho più nulla da fare, è inutile che resti, decido quindi di ritornare in Italia. Lascio l'auto in officina e mi dirigo verso la stazione da dove partirò per Milano.

Venerdì, sono quasi le 4 di pomeriggio ed ancora non so se l'aci riporterà o meno l'auto in Italia. Nel frattempo la mia amata è tutta sola abbandonata nel cortile di un'officina Francese.

Nella stesura di questo articolo potrebbero essere state utilizzate immagini di repertorio che non corrispondono necessariamente ai fatti in esso descritti