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L’auto monta un motore Rover serie K da 1588cc che sviluppa una potenza di 133cv a 7000 giri, abbinato ad un cambio Caterham a 6 rapporti ed ad un differenziale autobloccante. Il tutto è montato su un telaio dedion post ’96, con (ovviamente) sospensione posteriore dedion a ruote semiindipendenti, e sospensione anteriore a doppi triangoli sovrapposti. L’auto beneficia inoltre di una sospensione anteriore widetrack (uguale a quella delle superlight) con ammortizzatori Bilstein regolabili, barra antirollio anteriore maggiorata, barra antirollio posteriore regolabile e cerchi da 13 pollici con gomme 185/60R13. Di fatto una piccola superlight.

Rispetto al mio vecchio crossflow non appena ci si avvicina alla macchina si nota subito che dieci anni di sviluppo hanno portato ad un notevole aumento della qualità dei materiali e delle rifiniture dell’abitacolo.

Saltano all’occhio i nuovi sedili s-type in velluto con il nome Caterham sapientemente ricamato in bella vista. Sono estremamente comodi anche nei viaggi lunghi, offrono un buon contenimento laterale, hanno una seduta più bassa rispetto ai precedenti, e sono decisamente più leggeri. Il velluto rispetto alla pelle è meno scivoloso nei curvoni veloci, e soprattutto non diventa bollente d’estate o gelido d’inverno.

Il freno a mano è stato spostato da sotto il cruscotto al tunnel centrale rendendone così più agevole l’uso nelle partenze in salita quando si hanno le cinture (rigorosamente a 4 punti con sgancio aeronautico) allacciate.

Piacevole e pratica anche la presenza di due comodi vani portaoggetti sotto la leva del freno a mano e del cambio che consentono di riporre piccoli oggetti come cellulare, carta di credito biglietti autostradali e tutte quelle piccole cose che dobbiamo tenere con noi nell’abitacolo e non sappiamo mai dove mettere.

Il cruscotto è molto ben rifinito con la nuova strumentazione marchiata Caterham (e non più VDO) estremamente funzionale e piacevole a vedersi. Tutti gli interruttori disposti lungo il cruscotto sono inoltre illuminati per facilitarne l’uso anche di notte.

Merita inoltre di essere menzionato anche l’ampio bagagliaio, che grazie all’abbassamento del piano, ed al riposizionamento delle diagonali del rollbar è molto più capiente (ben 110 litri) e più regolare e facilmente sfruttabile. Finalmente una seven con cui poter andare a fare una settimana di viaggio con ragazza al seguito senza problemi di bagagli.

In ogni modo lasciamo stare questi aspetti che alcuni di voi potrebbero considerare triviali ed andiamo ora a concentrarci sulle prestazioni e sulla dinamica dell’auto.

caterhamsupersport1600 2Il motore, un rover serie k 1588cc, è stato elaborato dalla stessa Caterham con un paio di alberi a camme più spinti, un corpo farfallato maggiorato con filtro aria a cono, centralina rimappata, e scarico sportivo. Sviluppa la sua potenza massima a 7000giri/min e continua a tirare fino a ben 7600giri quando interviene il limitatore.

Ai bassi regimi il motore potrebbe beneficiare di un po’ più di coppia, ma per me che provengo da un’auto a carburatori ne apprezzo cmq l’estrema regolarità. Ma su di un motore simile ha poco senso stare a guardare cosa succede sotto i 3000 giri, poiché è tra i cinque ed i settemila che questo propulsore da il meglio di se con una spinta ed un allungo incredibili.

 

Il cambio (realizzato interamente in alluminio per risparmiare peso) con prima lunga e 6 rapporti ravvicinati si abbina perfettamente a questo motore consentendo di tenerlo sempre costantemente in tiro. La corsa della leva è piuttosto corta, e gli innesti sono rapidi, secchi e precisi: la leva la muovi anche solo con due dita. Una vera gioia da usare.

Il differenziale autobloccante si fa sentire aiutando molto la motricità in uscita dalle curve più lente dove vieni letteralmente catapultato in avanti, ma il bello è quando vuoi fare lo scemo di traverso od i tondi in un qualche piazzale. L’auto la metti a bandiera giocando col gas o coi trasferimenti di carico e poi complice anche la seduta molto arretrata quasi sull’assale posteriore che ti da una sensibilità incredibile, la tieni e la riallinei con una facilità impressionante.

Ma dinamicamente l’auto com’è? 2000km se fatti tutti in autostrada non consentono certo di farsi un’idea delle dinamiche dell’auto. Quindi in prossimità di Firenze decido di abbandonale la A1 per immettermi sulla statale 222 che passando per Impruneta, Greve in Chianti, Rada in Chianti, Castellana in Chianti attraversa tutto il Chiantishire fino ad arrivare a Siena tra curve mozzafiato e paesaggi da favola.

L’auto grazie al motore ed al cambio interamente in alluminio è decisamente leggera e l’assenza di peso fa sentire i suoi effetti positivi nei cambi di direzione. Lo sterzo (grazie anche ad una scatola dello sterzo rivista) è più diretto ed immediato. L’inserimento in curva è rapido preciso ed affilato come la lama di un rasoio: la sospensione widetrack della superlight effettivamente fa sentire i suoi vantaggi.
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L’auto è piuttosto sensibile ai trasferimenti di carico ed entrando in curva pinzati il posteriore si alleggerisce ed il muso tende a chiudere la traiettoria a volte anche più del dovuto. A seconda dei punti di vista e della situazione in cui si manifesta potrebbe essere una caratteristica sia positiva sia negativa, ma visto il tipo di auto, e la facilità con cui la si controlla quando il posteriore allarga, mi trovo entusiasta del comportamento della macchina così sincero intuitivo e divertente.

Sui fondi irregolari l’auto appare molto più stabile e sicura ed ha perso quella tendenza a saltellare via per la tangente se solo si incappava in una sconnessione in curva.

Inoltre i piccoli parafanghini ciclistici, pur avendo meno fascino ed eleganza di quelli lunghi tradizionali, contribuiscono a migliorare la stabilità alle alte velocità. Non c’è più quella forte portanza all’anteriore che alle alte velocità portava lo sterzo ad alleggerirsi e la macchina a dare quella fastidiosa sensazione di instabilità.

Complessivamente, anche se non avrei mai creduto che tra macchine così simili ci potessero essere differenze così marcate, devo dire che è davvero anni luce avanti ad un xflow od un vx dei primi anni novanta.

Rimpianti?
Eh si ci sono anche quelli. L’auto interamente gialla coi particolari cromati purtroppo non ha più quella classe e quell’eleganza che tanto mi erano care sul mio amato xflow blu, e nemmeno la cattiveria e la sportività di una superlight in carbonio… un ibrido tra i due che a volte mi lascia perplesso. Ma forse la cosa che più mi manca della mia vecchia Caterham è la musica. Col rover quando apri il gas vieni proiettato nell’iperspazio, ma il tutto avviene in un silenzio quasi sterile. Non c’è più la musica dei carburatori che quando a gas spalancato il motore entrava in tiro diffondevano la loro sinfonia facendo tremare il mondo circostante. Resta solo un forte rumore di scarico, che però non riuscirà mai ad avere la stessa ricchezza tonale di una coppia di Weber DCOE