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r400 3Parliamo della Caterham R400 motorizzata Rover K. (2003-2008)

Fa parte della serie "Superlight" e, come si evince dal nome, la leggerezza è uno dei suoi punti di forza.

Carrozzeria in alluminio, muso, cruscotto e parafanghi in carbonio, sedili Tillet in materiale composito e cerchi ultra leggeri.

Fronzoli e rifiniture sono stati eliminati per contenere il peso sotto la mezza tonnellata, 490kg per l’esattezza.

Non c’è solo un peso ridotto, a spingerla c’è un propulsore Rover K VHPD 1.796 cc, lo stesso della Lotus Exige, ma sapientemente vitaminizzato dalla Minister-Power, con albero motore rinforzato, pistoni e bielle forgiati, un profilo di camme più aggressivo, 4 corpi farfallati in magnesio in aspirazione e collettori di scarico 4 in 1.

Questi accorgimenti lo portano fino alla ragguardevole potenza di 200cv a 7500 giri/min e 210 Nm di coppia a 5750giri/min, che fanno raggiungere e superare alla R400 il traguardo dei 400cv/tonnellata. (408)r400 2

Difatti, per andare da 0 a 100Km/h servono meno di 4 secondi.

La R400 si caratterizza per avere già “di serie” tutti i componenti racing che si potrebbero desiderare:
Ammortizzatori regolabili, barre antirollio, differenziale autobloccante, freni maggiorati, roll-bar FIA, indicatore di cambiata, stacca batteria.
La mia in particolare è anche arricchita dall’utilissima strumentazione Stack che racchiude tutte le informazioni (Temperatura e Pressione olio, Acqua, Voltometro, Livello Benzina e addirittura Tempi sul giro!) in un unico comodo display.
In più, carter secco per garantire la lubrificazione anche nelle situazioni più estreme.

Come va questa Caterham?

Sicuramente più scomoda di una Roadsport (ma esistono Caterham comode?) è però in grado di trasmettere sensazioni uniche ai puristi della guida, disposti a rinunciare al confort.

Ci si cala nell’abitacolo togliendo il minuscolo volante Momo estraibile (utilissimo) e dopo essersi letteralmente incastrati nei sedili Tillet, decisamente non adatti a “posteriori” generosi, si allacciano le cinture, rigorosamente a 4 punti.

Riattaccato il volante la sensazione è quella stare su di una monoposto da corsa, non ci si può muovere e tutto quello che non si è preso prima (occhiali, chiavi, telepass!!) non è più raggiungibile a mano, pena ricominciare la procedura da capo.

 

Appena accesa è molto rumorosa, vibra, borbotta, sembra quasi che qualcuno abbia buttato una manciata di chiodi in una betoniera; si fa fatica a manovrare (vedasi anche il volante diretto con corsa ulteriormente accorciata -22%), ma in qualche modo si riesce lo stesso a lasciare il box!

Dopo pochi minuti però il corpo si abitua a questa “costrizione” ed inizia a diventare un tutt’uno con il mezzo.

Una rapida controllata alle temperature sul display e a quel punto si può cominciare a fare sul serio.r400 5

Tutto quello che in principio sembrava scomodo, goffo, fastidioso, con il crescere dell’andatura cambia radicalmente e si trasforma in qualcosa di magico.

Tutto funziona alla perfezione; sterzo precisissimo, freni potenti, le reazioni sono fulminee e assecondano appieno i desideri del pilota.

Più il ritmo si alza, più la R diventa diretta e comunicativa.

Beneficiando del peso ridotto e dei rapporti corti, abbinati al cambio specifico a 6 marce, si sente davvero poco il fatto che il motore sia relativamente vuoto ai bassi e, non appena entrato “in coppia”, un’esplosione rabbiosa di potenza ti catapulta in avanti, una marcia dietro l’altra, con una progressione quasi motociclistica fino agli 8000 giri/min dove interviene il limitatore.

E’ davvero impressionante la velocità con la quale si riescono a superare i 200km/h, oltre i quali però, con il parabrezza montato, l’aerodinamica infelice inizia a farsi sentire molto e a rallentare l’andatura.
Questa macchina ti spinge a correre, anche troppo, il rischio di esagerare è reale.

L’erogazione del motore è prorompente e un sovrasterzo di potenza a ruote dritte di quarta marcia ti riporta velocemente alla realtà, ricordandoti cosa vuol dire avere 400 cv per tonnellata.

Una macchina che richiede sicuramente una notevole curva di apprendimento per essere sfruttata appieno.

A mio avviso il terreno migliore per questa R, oltre ovviamente alla pista, per la quale è stata concepita, sono i tornanti veloci, quelli che in genere si vanno a cercare proprio per divertirsi in moto.

Abituato a girare in pista ero oramai convinto che con una macchina non ci si potesse divertire per strada, che solo le moto potessero regalare emozioni forti, ma dopo il primo passo montano mi sono dovuto piacevolmente ricredere. Curva dopo curva il divertimento è assicurato.
r400 4

In pista, dove la dinamica di ogni auto raggiunge il limite, è un vero go-kart, il differenziale entra cattivo e si fa sentire, mettendola di traverso spesso e volentieri sia in scalata che in accelerazione.

Al contrario percorsi lenti o peggio ancora cittadini, possono rivelarsi davvero molto stancanti a livello fisico.

In definitiva un’auto non per tutti, che richiede dei sacrifici, ancora più scomoda di quanto non lo sia già una Caterham “normale”, non adatta a chi soffre di mal di schiena ed ai deboli di cuore ma, associandomi al pensiero di Andy Morgan della rivista EVO Uk, quando provò questa R400:
"Vado a casa, ma subito devo tornare indietro, ancora e ancora. Non riesco a starle lontano, ho la sensazione di aver preso il free-pass per le più divertenti montagne russe al mondo!"