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L'arrivo della mia amata Seven ormai più di un anno fa è stato un evento tutto speciale, direi magico. Sognata da decenni è arrivata all'improvviso, nel giro di qualche mese, in una fresca serata di fine estate.


E' una Speedsport, uno dei migliori modelli Westfield di fine secolo (la mia è del'99), factory, telaio SEIW, indipendenti, 4 dischi, antirollio davanti e dietro, wide track, rollbar RAC, motorizzata Ford ZETEC Scholar con MT75, parabrezza, porte, tetto, riscaldamento, un risultato imbarazzante se penso al budget ridicolo a disposizione che all'inizio mi aveva fatto rinunciare alla Caterham (rottami esclusi).


Si presenta come un allestimento ibrido, sportivo ma ben rifinito, ha contenuti tecnici interessanti ma dispone per esempio di vano portaoggetti, moquette e perfino dei tergicristalli con spruzzini. Esteticamente è una Seven a tutti gli effetti, più massiccia rispetto a una Cat ma mantiene le proporzioni e lo spirito del concetto Seven. Telaio tubolare in acciaio, carrozzeria in vetroresina, circa 600kg... la prima volta che l'ho vista mi è sembrata molto più compatta di quanto immaginassi, in effetti è uno scricciolo vista soprattutto vicino alle auto di oggi, ma tra le Seven non è certamente tra le più scheletriche, anzi! Il vano portaoggetti è in grado di trasportare il tetto,i documenti, attrezzi, un estintore e altro ancora, tutto sottochiave e più o meno protetto dall'acqua. Si entra in abitacolo in modo semplice e veloce a patto di seguire una procedura precisa, questo vale a maggior ragione se ci sono tetto e porte montati. Soprattutto in quest'ultimo caso il volante estraibile mi è molto d'aiuto. Quando si scivola all'interno si possono sentire i piedi a contatto con l'alluminio fin giù alla pedaliera, con gli scricchiolii e i rimbombi dei pannelli che fanno tanto auto da corsa. Più sopra, sedere e schiena sono immersi in sedili molto carini ma un po' troppo imbottiti e difficili da regolare. La prima volta, tra trovare il centraggio del volante, allacciare le 4 punti e soprattutto trovare il blocchetto d'accensione sotto la plancia prima che si autoinserisse l'antifurto è stato un bel ridere e un bel sudare.

Il motore parte bene, di fronte a me, sulla plancia contoured strumenti VDO, tachimetro e contagiri analogici con contakm digitale, diverse spie tra cui il flash di cambiata, poi pressione olio, temperatura acqua, benzina e una manciata di interruttori anni '80 brutti come pochi. Frizione ottima e cambio niente di male, si va che è un piacere, anche tutte le paturnie sul volante a dx, tutte paranoie inutili. La guida ad andatura rilassata è un piacere, nelle belle giornate il cielo avvolge il pilota ovunque e non sorridere diventa difficile...antidepressivo eccezionale!!! La mia auto è dotata di porte o a scelta di deflettori, questione di scelte, con le porte si ha un po' più di comfort acustico e si percepisce un filo di sicurezza in più - con i deflettori invece secondo me è semplicemente bellissima e da un senso di libertà impagabile. Se proprio non posso farne a meno, sotto la pioggia ho anche il tetto che assicura viaggi abbastanza asciutti...l'acqua infatti farà di tutto per abbracciarvi, entrerà da sotto, nel filo d'aria tra porta e carrozzeria, entrerà da qualche cucitura approssimativa, entrerà tra parabrezza e porta, da quel simpatico forellino che spara proprio nei vostri occhi oppure perfino dal fondo, da quel foro pensato per lo scarico acqua nell'uso estremo. Comunque per me che arrivo dalla moto è come andare in Rolls Royce. Con le gomme giuste diventa divertente anche sull'acqua, sull'asciutto però è tutta un'altra musica. Se ci si abitua ai sassolini sparati dalle ruote e a qualche altra stupidaggine, una Seven fatta bene è semplicemente l'auto più divertente al mondo: terribilmente veloce, relativamente facile da condurre e comunicativa come solo alcune moto. Con i 4 corpi e un motore bello pepato a salire di giri c'è solo da godere. Se a passeggio, mamme, nonni e nipoti ti sorridono e ti salutano con la manina, quando i giri vanno su le espressioni cambiano radicalmente e da simpatica auto simil d'epoca buffa e quattrocchi diventi istantaneamente l'emblema della criminalità. Superati i 4500 giri l'aspirazione comincia a ululare mentre lo scarico sport sbraita un sound tipicamente Ford. Comincia a cambiare tutto, l'impegno in primis e poi tutto il resto. E' bella da guidare sporca, è bella da guidare pulita, è bello lasciarla scorrere ed è bello maltrattarla obbligandola a seguire le traiettorie che vuoi, è bello snocciolare tutte le marce a limitatore e grazie a una coppia niente male unita ai rapporti ravvicinati è bello cambiare prima del necessario per poi lasciarsi trasportare dalla schiena di terza e quarta. In montagna queste due marce regalano sensazioni incredibili insieme alla quinta cortissima da appoggiare nei punti particolarmente veloci.

Richiede cure continue soprattutto per quanto riguarda i serraggi e si presta ovviamente a infinite modifiche e messe a punto, va bene così, avere una Seven significa automaticamente anche questo.

Dopo anni passati a desiderarla al pari di auto ben più prestigiose sulla carta, mi sono ritrovato al volante di una Seven gialla sull'autostrada A4 sotto il diluvio universale in una fredda giornata di Novembre... col culo strettissimo tra traffico, vetri appannati, schizzi d'acqua ovunque e il rumore fin dentro il cervello per ore, ma ricordo ancora oggi quanto ridevo, ridevo, ridevo e ridevo da solo stretto nella giacca ripetendomi di aver fatto la stupidaggine più bella e sensata della mia vita.