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Fino ad oggi la Caterham più leggera pesava 516kg. Da oggi con la Caterham 165 siamo a soli 490 chilogrammi totali. Tutto grazie al nuovo piccolo motore Suzuki tre cilindri turbo e alla trasmissione.

L’orgoglio di un costruttore inglese di auto ultraleggere si vede anche da questo, da come ti annuncia con enfasi di aver sottratto al peso della Seven 165 (la nuova entry-level a norma Euro 5) l’equivalente di un cucciolo di cinghiale maremmano.

Ma la piccola Caterham ha altre economie (sempre di peso ma anche reali, di moneta, per farne una vera low-cost del divertimento) sparse qua e là lungo la sua esigua sagoma. Freni a disco davanti e a tamburo dietro, pneumatici piccoli (165/55R14) e niente differenziale autobloccante. Quest’ultima precisazione riceve in risposta una smorfia che mi scompare dal viso solo quando mi butto giù per la Futa con il mio poco rassicurante compagno di guida francese.

Non faccio niente per metterlo a suo agio. Anzi, peggioro la situazione lanciandomi in racconti rabbrividenti sulle sfide che durante la Mille Miglia degli anni Trenta tipi come Nuvolari e Varzi si lanciavano su “proprio questa strada qui!”.


caterham165 2660 cc possono spaventare su una Caterham, Soprattutto se chi è alla guida non ha la minima idea se la prossima curva sarà un tornante. E la segnaletica manca. Il piccolo turbo giapponese (è venuta al concessionario nipponico l’idea di utilizzarlo sulla Seven, non agli inglesi!) parte bene dopo i 2.000 giri e ti fa sospirare di gioia all’idea dei buchi di erogazione che hanno alcuni altri propulsori utilizzati da Caterham. La spinta vera (quella che 107 Nm di coppia e 80 CV ti permettono) arriva appena la lancetta supera i 4.000 giri. E poi te la tiri dietro anche oltre i 6.000. Non ci sono problemi. Almeno ad andatura da turista e a quella sportiva.

Se invece chiedi alla 165 tutto, in una strada con pendenze vere, ecco che è il cambio a darti più di un pensiero. Non per la fluidità degli innesti, ma per la regolazione dei rapporti. Da 4x4 i primi due e sempre più lunghi gli altri tre. Il risultato è che il passaggio dalla seconda alla terza e dalla terza alla quarta ti fa cadere in un limbo di coppia da cui non te ne tiri fuori se non troppo tardi.

Eppure i dati dicono 0-100 in 6.9 secondi e 161 km/h di velocità. E non mentono. Sei molto più reattivo che sulla 120 (che presto passera a chiamarsi 240, per una rivisitazione dei nomi dell’intera gamma Caterham a favore dei puri numeri) e questo non dispiace. Il tempo di trovare un paio di curve più umide e il mio compagno francese mi ricopre, lo sento anche se non pronuncia parola, di piccoli insulti razzisti… Il fatto è che voglio vedere quando va di traverso la 165. Ci va, nei limiti di un’auto senza autobloccante.

In fine, in Caterham stanno facendo le cose sempre meglio. Dopo la 485, le nuove proposte (tra cui pure un possibile SUV), il lavoro degli ingegneri del centro CTI, appena fuori Norfolk, di fronte alla Lotus, fa capire che si è passati dalla dimensione garage a qualcosa che comincia a puzzare di tecnologico. E ancora puro. Almeno fino ad oggi. Domani, si vedrà.

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Numeri

  • Cilindrata 660 cc
  • 3 cilindri in linea
  • Turbo
  • Potenza 80CV
  • Trazione posteriore
  • Cambio manuale a cinque marce
  • 0-100 in 6,9 s
  • Velocità massima 161 km/h
  • Peso 490 kg

 

Verdetto

Con dei rapporti meno da bassi consumi, sarebbe la piccola ideale. Una Caterham con il mini-turbo anticrisi.

 

Maurizio Spinali, da TopGear Magazine (2013)